giovedì 22 dicembre 2011

Un Natale semplice semplice… alla Laura Ingalls

Nel trambusto delle preparazioni di pietanze elaborate, decorazioni natalizie e acquisti in centri commerciali affollati, fa bene un po’ all’anima fermarsi un momento e pensare al vero significato del Natale. Per quanto le moderne abitudini natalizie siano così radicate nella nostra cultura, questo non significa che corrispondano alla verità di ciò che stiamo celebrando. Guardiamo l’immagine del presepio… Gesù Bambino, nato in una stalla, dormiente in una mangiatoia e riscaldato dall'alito di un bue e di un asinello, evoca, e correggetemi se sbaglio, tutt’altro che un’immagine di prosperità e consumo.

In questo contesto mi viene a mente un’episodio della serie televisiva la “Casa della Prateria”, dove gli Ingalls celebrano il loro primo natale, da quando sono partiti verso l’ovest. Da soli, in una minuscola casetta di legno di una stanza, durante il loro primo inverno e con solo lo stretto necessario per mangiare e poco e niente da regalarsi, mamma Ingalls dice a un triste Charles: “Ricorda, è il compleanno del Signore, non il nostro…”


Questa scena natalizia è tratta dal primissimo episodio della prima serie, l’episodio “pilota”, che dura in realtà come quattro puntate, e che narra il viaggio degli Ingalls dalla loro casa nei Grandi Boschi, alla prateria del Kansas, dove restano un’anno prima di essere costretti dal governo ad andare via, perché legalmente lo stato era considerato ancora una riserva indiana. Gli Ingalls (nella serie) si recheranno poi a Walnut Grove, nel luogo in cui si svolgono le puntate di tutte le serie seguenti che conosciamo.

Ho trovato in internet, in inglese, un’episodio dell'ottava serie, in cui si festeggia un natale, e Laura, pensando ai tempi di quando era ancora piccola, racconta proprio di quel vecchio natale della prateria del Kansas. Notate la semplicità e la capacità di gioire di poche cose che mostrano i personaggi. Senz’altro la cosa più importante qui non sono i regali…



Allora, analizziamo questa bellissima scena: la mamma ha cucinato il tacchino che il papà ha cacciato il giorno prima, e in più da mangiare ci sono un paio di dolci di pasta frolla (pies) e sicuramente del pane. Il Signor Edward le regala delle patate dolci per accompagnare il tacchino (quante sono, quattro o cinque?). Le bambine ricevono per regalo: guanti rossi fatti dalla mamma, un penny (forse un euro di oggi), un lecca lecca e una tazza di latta (Mary e Laura prima ne avavano una sola e dovevano dividerla). Un po’ pochino confrontato con la nostra era, ma moltissimo per loro, tra l’altro anche perché il Signor Edward, raccontando la storia di Babbo Natale crea un’atmosfera di affetto, amore, fratellanza, resa a costo di un sacrificio (li portereste voi dei regali a delle bambine che non sono neanche della vostra famiglia se doveste attraversare un torrente gelato mentre nevica???)... Voglio far notare che tutto il primo episodio ambientato nella prateria del Kansas, quindi compresa la scena del natale, sono fatti realmente accaduti (a differenza di molti altri episodi della serie televisiva) e sono narrati nel libro “Little House on the Prairie” (Piccola Casa nella Prateria) scritto da Laura Ingalls. Insomma, che meravigliosa atmosfera! Che bello poter riafferrare questi valori perduti di semplicità e vero affetto reciproco. Guardo la mia stanza addobbata e penso, come posso creare dei ricordi indimenticabili con i miei cari? Perché sono i ricordi del tempo passato insieme che ci rimangono impressi e non gli oggetti che abbiamo ricevuto...

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11 commenti:

  1. Ho visto il video, molto bello, grazie! Non avevo seguito la serie in tv all'epoca, e quindi non conoscevo la storia..bisognerebbe trarne ispirazione..credo comunque che tante persone rinunceranno agli sprechi quest'anno, alcuni per necessità ma tanti anche per scelta!
    Auguri di un sereno Natale!

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  2. Buon Natale e grazie mille per tutte le idee, gli spunti che date per vivere in mondo eco-consapevole. GRAZIE

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  3. Grazie a te Agata e buone feste!!

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  4. ciao e buon anno:) nn ti leggo più..tutto bene?? baci

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  5. Ciao Katia, buon anno anche a te! tutto bene solo pochissimo tempo libero in questo periodo... ma spero di tornare presto!

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  6. Buon anno nuovo a tutti!

    Auguro che possa essere ispirato, eco, fatto a misura di persona (non di homo consumens) e dei propri veri bisogni e sogni! :D

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  7. Mi ricordo i miei Natali da bambina. Papà purtroppo aveva perduto il lavoro. Poco dopo ci giunse anche lo sfratto. Lasciammo la città per vivere nella nostra casa in campgna (edificata dalle mani di mamma e papà) in cui ci recavamo per le vacanze. Non avevamo ancora impianto elettrico e usavamo le candele. Mangiavamo verdure bollite, che raccoglieva mamma dalla campagna, e pesce che pescava papà. I regali di Natale li faceva mamma, vestiti fatti a maglia, e peluche cuciti a mano...e noi bambine eravamo felici di riceverli, era sempre una magia!

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  8. Dove posso trovare i libri di Laura Ingalls in italiano ( se esistono)?
    Complimenti per il sito veramente interessante!

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    1. Grazie! Purtroppo il libri di Laura Ingalls in italiano sono fuori commercio. Forse trovi qualcosa in qualche biblioteca. Ciao!

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