venerdì 9 marzo 2012

Quaresima: Frugalità Spirituale

Giacché siamo nel periodo della Quaresima, e giacché questo blog è incentrato su tutti gli aspetti di una vita frugale, e giacché io mi ritrovo ad essere una persona molto credente, era davvero inevitabile che scrivessi qualcosa su questo periodo. Pur non volendo scrivere un post di stampo prettamente religioso, vorrei cogliere l'occasione di far riflettere un pochino sul un lato meno pratico della frugalità, ovvero quello interiore, di ciò che c'è alla radice del nostro comportamento frugale (o non frugale). Perché c'è sempre un motivo per il quale facciamo certe cose e crediamo in certe altre, niente viene a caso...


Durante la Quaresima, nella Chiesa Cattolica normalmente si decide di rinunciare a qualche cosa di superfluo, di materiale, per potersi concentrare e quindi avvicinare di più a Dio. Normalmente si tratta di cibo, e la Quaresima, durando 40 giorni, ricorda proprio il digiuno eseguito da nostro Signore Gesù nel deserto. Ma questo digiuno, oltre che spirituale, costituisce anche un rinnovamento corporeo, perché grazie all'astinenza dai cibi, il corpo si purifica, si espellano le tossine e i chili di troppo.

È per questo che spesso proprio in questo periodo si tendono a fare delle cure disintossicanti, si bevono tisane all'ortica, si beve più acqua, si fa più moto all'aperto, e insieme alla nostra voglia di rinnovamento vediamo che anche la natura rinasce, le prime gemme e i primi fiori vengono fuori, e tutto volge all'arrivo della primavera che, tra l'altro coincide con la risurrezione di Cristo.

La Chiesa però invita, chi vuole, anche a fare altre rinunce, cioè, a lasciare per questo periodo di tempo attività o abitudini mondane, che appunto normalmente occupano la mente in cose pratiche, e questo sempre allo scopo di arrivare ad avere la mente più libera per qualcosa di più importante (generalmente per la preghiera, la devozione e l'esame di coscienza). Queste rinunce potrebbero essere per esempio la televisione, internet, i giochi al computer, il cinema, il ristorante, e anche facebook (dura questa, eh?).

Quindi già guardando questa lista vi posso dire che a parte internet, la mia vita è già una sorta di quaresima: niente televisione, niente uscite, niente acquisti elettronici, niente vacanze a pagamento, digiuni (più che altro diete, ma a volte proprio per risparmiare...), ecc. Una vita frugale insomma! Ma proprio in questi giorni, riflettendo, mi sono chiesta a quante cose sono attaccata che non mi giovano, che fanno male alla mia vita, che tolgono il tempo, lo spazio, la mente a ciò che veramente è importante...

Quindi ho deciso di fare una sorta di progetto, di pensare ogni giorno fino a Pasqua di cosa liberarmi, che sia una cattiva abitudine, cose in casa che posso dare via, o anche pensieri consueti che però non contribuiscono in realtà al mio benessere interiore. Per usare una parola inglese, un decluttering totale, materiale e spirituale.

Quando ad un certo punto nella nostra vita decidiamo che non possiamo più andare avanti, che abbiamo bisogno di un cambiamento, magari radicale, di una ragione per ricominciare e cerchiamo una vita più semplice, un significato più profondo della nostra esistenza, vediamo che tutto quello che abbiamo fatto fino a quel momento, il nostro modo di comportarci verso noi stessi, gli altri e l'ambiente va cambiato, e va rimosso tutto l'inutile e il dannoso. O se ad un certo punto vi votate alla frugalità, come ho fatto io, vedrete che sì, è un bel cammino da fare, ma è senz'altro un cammino liberatorio ed estremamente benefico perché ci porta a riscoprire il vero senso delle cose, il vero perché, e così, una volta cambiati, non riusciamo più a fare ciò che per noi era normale prima, non compriamo più solo per sentirci meglio, non andiamo più al ristorante perché non ci va di cucinare, non diciamo più see, vabbbè (almeno a Roma...), se usciamo in giardino, dopo un lungo inverno e vediamo un groviglio di erba dappertutto (come è il mio giardino ora purtroppo...) ma volentieri ci rimbocchiamo le maniche e ci mettiamo al lavoro, grati e contenti.

Se allora vogliamo sfruttare questo periodo per liberarci, nel senso frugale della parola, di cosa dovremo liberarci? Per esempio da ciò che non è frugale e semplice, come il comprare anziché fare in casa, il pagare per divertirsi anziché trovare modi più semplici e non costosi per passare il tempo libero, il voler a tutti i costi cose inutili che non ci si può permettere anziché, e questo lo devo evidenziare perché è una parola dura nella nostra società di oggi ACCONTENTARSI di quello che si ha e imparare a gioirne ed esserne grati.

La Quaresima certo non fa diventare santi (la santità è un cammino che impegna tutta la vita e certamente la quaresima, spiritualmente parlando ne è un assaggio...), ma sicuramente, se vissuta di proposito, ha il potere di liberare da tanti fardelli. Chi volesse, che la usi...

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7 commenti:

  1. ben detto:) io nn sono vicinissima alla chiesa. cerco ancora quella che si chiama fede..il fatto che la cerchi significa che vorrei trovarla..ma approvo quello che dici..bisogna gioire di ciò che si ha! felice pomeriggio

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    1. Beati i cercatori ... Bussa e ti verrà aperto! ;-)

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  2. Un bel post ricco di spunti di riflessione!
    Carmen

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  3. bellissimo post-
    C'è una parola che leggo spesso su blog americani, contentment. Esattamente il tuo accontentarsi. credo che la chiave della felicità e della serenità stia proprio lì-
    fRA

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  4. io non sono una persona che ha fede (ahimé), ma essendo cresciuta in una famiglia cattolica colgo perfettamente il senso delle tue parole che sono semplicemente edificanti... più leggo questo blog più me ne innamoro! La tua filosofia di vita è semplice ed è proprio per questo così preziosa e da riscoprire!

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    1. Sono contenta di condividere con te questa filosofia, è preziosa perché rara purtroppo! Ciao!

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