mercoledì 24 ottobre 2012

Lo svago ai tempi dei pionieri americani di Laura Ingalls Parte 1


Tornando indietro, ai vecchi tempi dei pionieri americani, nelle lontane praterie selvagge, migliaia di contadini lottavano ogni giorno per domare la natura e trasformare boschi e pianure in fattorie efficienti. Lavoravano duramente, procurando con le loro mani il cibo per la famiglia e il raccolto da rivendere nei paesi e città. Ciononostante, avevano anche loro un po’ di svago, giornaliero e settimanale, dettato anche dalle stagioni. Leggendo i libri di Laura Ingalls si può avere un’idea di come passassero il loro (poco) tempo libero, ed è una vera ispirazione per noi per ritornare alle cose semplici e riscoprire che per divertirsi basta poco.


Cominciamo dal libro di Laura Ingalls “Farmer Boy

Serata invernale:

Qui già dalle prime pagine leggiamo di una consueta scena familiare invernale, la sera dopo cena (e dopo aver lavato tutti i piatti e fatto i lavori preparatori per il giorno successivo), la famiglia si siede intorno alla stufa a legna della sala da pranzo. Il padre versa del sidro fatto in casa a tutti. Da mangiare ci sono delle mele, raccolte l’autunno precedente. Il figlio più grande prende dei semi di pop corn e li mette in una gabbietta di metallo con un manico e la inserisce nella stufa per farli cuocere. Mangiano e bevono quindi al caldo, la mamma sferruzza qualcosa, il padre e il figlio grande sono occupati a fare un piccolo lavoro di falegnameria, la figlia piccola ricama, quella grande legge ad alta voce il giornale e il figlio piccolo, Almanzo, il futuro marito di Laura Ingalls, sta seduto su uno sgabello a mangiare, a bere e ad ascoltare.

È una meravigliosa scena familiare, che emana calore e affetto. Si è tutti insieme e si condivide questa ora serale facendo anche qualcosa di utile.

La domenica:

La domenica era un giorno speciale, interrompeva la monotonia, o se vogliamo l’attivissima settimana piena di lavoro duro e di doveri. Ma allora anche in questo giorno non si rimaneva in panciolle e vi erano ugualmente alcune cose importanti da fare. La mattina la mamma era tutta intenta a cucinare una colazione speciale. In tavola vi erano polpette di salsiccia, crostata di mele, porridge, pancakes (frittelle tipo crepes ma più spesse) con sciroppo di acero e burro. Dopo la colazione tutti si preparavano in fretta e furia, si mettevano il loro vestito più bello, quello della domenica insomma, le ragazze i fiocchi più carini, e il babbo lucidava per bene la carrozza e i cavalli. Poi tutti vi salivano e via in chiesa. A pranzo vi era anche un pasto speciale, il pollo arrosto in crosta, pane di segale e mais, stufato di fagioli, barbabietole, torta di zucca, crostata di mele e del formaggio.
Il pomeriggio poi finalmente arrivava il riposo. La famiglia si riuniva nuovamente intorno alla stufa per leggere la bibbia o altri libri, mentre spesso e volentieri il babbo sonnecchiava.

Il giorno dell’Indipendenza (festività americana):

Questa è la festività più importante degli Stati Uniti e commemora il giorno in cui le prime 13 colonie americane si distaccarono dall'Inghilterra (4 luglio 1776).
In quel giorno tutta la città e dintorni si riuniva insieme nella piazza principale, addobbata con bandiere americane. Nel giardinetto della piazza erano poste delle panche per sedersi, da dove si poteva ammirare la parata militare e la banda che suonava. Un uomo poi leggeva la famosa dichiarazione di indipendenza e dei politici tenevano dei discorsi. Alla fine la banda suonava di nuovo e la gente andava sul prato a fare un pic nic. Il pomeriggio si stava lì a bere una limonata comprata da uno stand e si aspettava che venissero preparati due cannoni. E poi BOOOM!! per il grande divertimento di tutti i bambini! La festa era finita e si ritornava a casa.

Estate:

In estate, dopo una primavera piena di lavoro a coltivare i campi, si aveva meno da fare. Il piccolo Almanzo, a parte il compito giornaliero di togliere le erbacce dall’orto, non aveva molti impegni e spesso il pomeriggio andava a nuotare in un fiumicello vicino. Poi, quando pioveva, lui e suo padre andavano a pescare. Vi andavano quando pioveva perché si diceva che con la pioggia i pesci abboccano meglio. Tornavano così a casa con una bella scorta di pesci che la madre subito cucinava. Questo sì che è unire l’utile al dilettevole! Un’altra cosa che la famiglia faceva d’estate era di inoltrarsi nel bosco e di andare a raccogliere mirtilli, lamponi e more. Era bello perché i bambini ne potevano mangiare quanti ne volevano e poi si faceva un bel pic nic sul prato. I frutti di bosco venivano poi elaborati dalla mamma e dalle ragazze e trasformati in marmellate per l’inverno.
Nel libro vi è descritta anche un’insolita settimana in cui i genitori si prendono una vacanza e vanno a trovare alcuni familiari in un'altra città, e i bambini rimangono a casa da soli. Nonostante fossero tutti molto bravi, lavoratori, e capaci di tenere una casa (non come quelli di oggi…), naturalmente si lasciano andare e fanno delle marachelle, come saltare i pasti e mangiare angurie a crepapelle, gelato e torte fatte in casa, trascurare i lavori domestici per nuotare, oziare, fare caramelle, finendo addirittura un intero barile di zucchero bianco! Ma alla fine riescono a pulire tutto, e la mamma quando torna è contenta che tutto sia a posto e ordinato.

Fiera autunnale:

Ogni autunno, alla raccolta, si svolgeva una fiera nella città degli Wilder. Arrivavano molti mercanti da lontano per mostrare le loro mercanzie, cose che affascinano i cittadini abituati ai prodotti locali. Inoltre alla fiera vi erano delle competizioni alle quali anche la famiglia partecipa: quella di ricamo, quella delle marmellate e quella dei vegetali. Almanzo partecipa con la sua zucca che ha cresciuto nutrendola con del latte, diventando enorme, e lui vince naturalmente. Poi vanno a vedere la corsa dei cavalli e improvvisamente vedono un indiano correre nell’arena e addirittura vincere contro tutti gli altri concorrenti! La fiera dura tre giorni, ma vediamo che alla fine il nostro piccolo Almanzo è già contento di ritornare al consueto lavoro di tutti i giorni.

Natale:

Il natale era un periodo gaio sì, ma pieno di lavoro. La casa si puliva da cima a fondo, si tirava fuori la biancheria e si lustrava tutto. Si preparavano manicaretti prelibati per il grande pranzo di Natale. La sera del 24 si mettevano le calze vicino alla stufa e i bambini dovevano andare pazientemente a letto presto. Nel libro viene poi descritta la scena in cui i bambini si svegliano nel cuore della notte credendo che fosse già mattina e corrono come matti giù a vedere se ci sono i regali. Li trovano infatti e urlano di gioia svegliando i genitori, che li informano che sono solo le tre e mezzo!! In mattinata poi arrivano vari parenti e a mezzogiorno tutti si siedono a tavola e mangiano un succulento e abbondante pasto natalizio: porcellino e anatra arrosto, purè di patate, zucca e patate al forno, carote candite, marmellate, crostate di mela e di zucca e torte di frutta.
I bambini poi escono in giardino e fanno un'incredibile battaglia di palle di neve con tanto di barricate. Alla fine sono tutti completamente bagnati e infreddoliti, ma poi si riscaldano al fuoco, mangiano mele e bevono sidro. Il natale e finito e i familiari ritornano ognuno alla propria casa.

Spero che queste storie vi ispirino, e sicuramente ispirano me. La vita allora era così semplice, sì piena di lavoro, ma ancor più si godeva del tempo libero senza il rumore assordante della televisione e l’azione blocca-cercello del computer e dei videogiochi. Una vita fatta di aria aperta, del profumo della legna bruciata, del sapore di torte casalinghe e di giochi e passatempi a misura d’uomo.

A presto con un altro post sullo svago dei pionieri con Laura Ingalls come protagonista!

Come passate voi il vostro tempo libero? Vi ispira ad una vita più semplice questo post? Cosa cambiereste per intraprendere delle attività più frugali quando non lavorate e volete rilassarvi?


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 (Foto: Allposters.com)


12 commenti:

  1. Hai proprio ragione carissima, basta poco per divertirsi, che belli i film della prateria, non mi sono persa nemmeno una puntata!!!!

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    1. Sì sono bellissimi, anche se un po' diversi dai libri...

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  2. Molto interessante, io non ho mai seguito i telefilm ma i tuoi racconti mi hanno incuriosito!!
    Ma sai che da piccola anche il mio papà mi faceva i pop corn con un aggeggio di ferro sulle braci del camino, in inverno? (lui li chiamava "colombine" perchè bianche, mentre i chicchi che non si aprivano e rimanevano marroni e bruciacchiati erano i "fraticelli"..che bei ricordi.. )

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    1. Davvero che bello che lo hai vissuto!! Devono essere buonissimi cotti sul fuoco! Grazie Carmen!

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  3. Ma che bel post che hai scritto!!!

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  4. un post molto interessante complimenti

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  5. mi ispira tantissimo e capisco quanto siamo ormai viziati dalla tv e dal pc.

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    1. Vero, e che bello poter tornare alle abitudini di una volta!

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  6. Troppo, troppo interessante!
    Ho fatto una ricerca sui pionieri americani, partendo proprio dalla famiglia di Laura.... peccato che non sapendo l'inglese ho potuto leggere soltanto il primo dei meravigliosi libri della casa nella prateria...

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    1. Sì, purtroppo, e non so perché, in italiano non ci sono :-(

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