martedì 5 marzo 2013

Mini-corso di risparmio e frugalità in tre mosse - Seconda parte

Ecco la seconda parte del mini-corso. Ieri abbiamo visto la differenza tra risparmio e vita frugale, arrivando alla conclusione che il risparmio comprende elementi isolati di acquisti ribassati e la vita frugale invece riguarda i principi di base su cui si imposta la propria vita. Ci siamo poi chiesti perché intendiamo intraprendere o viviamo una vita frugale, esplorando i motivi alla base della nostra decisione di risparmiare. Oggi parleremo dei principi su cui poggiano le nostre azioni di parsimonia.


Possiamo comparare le motivazioni per cui risparmiamo come il motore e i principi come la carrozzeria di una macchina. Il motore mette in moto e fa andare avanti l'automobile, mentre la carrozzeria protegge e racchiude tutti i pezzi di essa. Quali sono i principi di una vita frugale? Eccone elencati alcuni:

1) Vivere al di sotto di ciò che si guadagna
2) Essere contenti con ciò che si ha
3) Amare una vita semplice

Vediamoli uno per uno:

Vivere al di sotto di ciò che si guadagna: significa che se guadagniamo tot possiamo spendere solo tot. Sembra un concetto molto semplice e banale, ma non lo è. Significa che dobbiamo sapere quanto guadagniamo e quanto spendiamo, altrimenti non potremo vivere secondo questo principio. E sapere soprattutto quanto spendiamo non è qualcosa di cui tutti sono coscienti. Anzi, generalmente si spende senza controllo, sulla base del denaro che ci ritroviamo in mano e sui desideri presenti da soddisfare (vedi il mio post Perché si spende). Ora, qui stiamo parlando ancora di principi, non di come fare effettivamente per non sforare le entrate (che vedremo nella terza parte). È necessario che questo concetto divenga un principio saldo della nostra frugalità, e per far questo dobbiamo renderci conto che non possiamo essere o avere più di quello che facciamo. Per esempio, se sogniamo di vestirci come delle principesse (perché ci sentiamo tali, il ché di per sé non è sbagliato :-)), e abbiamo un modello determinato di vita in testa che comprende vestiti di marca, viaggi oltreoceano, gioielli, ristoranti chic, ecc. ma guadagniamo a malapena 1000 euro al mese, sarà impossibile soddisfare i nostri desideri a meno che non ci indebitiamo e rinnoviamo prestiti ogni anno. È un esempio esagerato, forse (spero) inverosimile, ma solo per farvi saltare all'occhio dove sta il problema. Dobbiamo assolutamente fare i conti con quello che guadagniamo in questo periodo della nostra vita e accettarlo (almeno fintanto che non abbiamo trovato un lavoro che ci fa guadagnare di più, se proprio vogliamo o dobbiamo). Dobbiamo accettarlo da un punto di vista mentale e emozionale, e poi, spinti dalla ragione secondo la quale vogliamo vivere una vita frugale, cominciare a risparmiare. Una volta che abbiamo accettato questo, dobbiamo accettare lo stile di vita che ci possiamo permettere. Punto.

Essere contenti con ciò che si ha: questo è un principio fondamentale, e vi svelo un segreto... questo principio non è solo importante per una vita frugale, ma è l'ingrediente essenziale per essere felici!!! Qui però voglio precisare: non sto parlando di essere contenti con situazioni negative che felici non ci fanno stare, il bello nella vita è anche continuare a muoversi, a migliorarsi e ad evolversi. Ma qui si parla in senso materiale e finanziario. Nulla in contrario se volete cercare di guadagnare di più (specialmente in caso di bisogno), fate voi, ma l'importante è non farne il senso della vostra vita. Ora, se avete accettato e accolto il principio di vivere al di sotto di ciò che guadagnate, vi renderete conto che tante cose che vorreste magari non ve le potete permettere. E questo potrebbe crearvi ansia e scontentezza. Imparate quindi a guardarvi intorno e guardate quante cose comunque avete: quanti oggetti, quanti vestiti, avete un tetto sulla testa, avete un cappotto caldo per l'inverno, avete il frigo pieno di cose da mangiare, avete un cellulare (certamente e chi non ce l'ha?), avete un computer per leggere Vita Frugale, :-) avete parenti, amici, figli, amori. Avete un Dio che vi ama, che ci crediate o no, il calore dei raggi del sole, gli alberi fioriti di primavera, il verde intenso dell'erba d'estate e l'azzurro del mare che toglie il fiato. Avete la vita. Siete ricchi, ricchi davvero! Non sono i soldi che danno la felicità, guardate i cantanti e gli attori famosi che fine fanno molto spesso!! La vita è più di beni materiali e di denaro. Ma per chi non è abituato a questo principio, come instillarlo nella propria vita? Ecco un paio di consigli:
1) Fate una lista di ciò che avete, beni e relazioni personali e siatene giornalmente riconoscenti. Non tutti hanno quello che voi avete. Questo esercizio è magico, all'inizio vi sentirete strani ma poi piano piano un nuovo mondo vi si aprirà e imparerete ad apprezzare quello che avete!!
2) Lasciatevi ispirare da persone o situazioni che vivono in modo frugale nella completa contentezza del poco che hanno. Per me è principalmente Laura Ingalls. Per lo più i suoi libri ma anche la serie. E comunque tutto ciò che ha a che fare con la vita di una volta, in tutte le sue espressioni. E questo perché prima si viveva con molto poco e io mi stupisco sempre di più leggendo libri dell'epoca quanto la gente fosse indipendente dalla (scusate) accozzaglia di aggeggi e beni che oggi sembrano insostituibili, ma di cui allora, proprio perché non esistevano, se ne faceva felicemente a meno. E dico felicemente perché la gente viveva benissimo senza. (E sì, non c'erano le comodità di oggi, per carità, ma non è di questo che stiamo parlando ora.)

Amare una vita semplice: questo è un discorso più ampio, comprende vari aspetti della vita, ma comunque è un principio importantissimo. Intanto che cos'è una vita semplice? È una vita legata il più possibile alla natura e ad un modo più naturale possibile di viverla. Si contrappone un pochino a tutto ciò che è prettamente industriale, "plastico", innaturale in tutte le forme, sofisticato ed elaborato, nel senso moderno della parola. Se non si ha una tendenza o un atteggiamento naturale rispetto alla propria vita e si tende a trovale soluzioni veloci e moderne alla nostra quotidianità, incapperemo della trappola del dispendio improvviso e incontrollato e naturalmente nell'infelicità. Dobbiamo quindi a priori semplificare al massimo le nostre azioni e l'approccio alla vita e accogliere metodi semplici e naturali per far fronte non solo alla risoluzione di problemi, ma anche semplicemente alla quotidianità. Un esempio è quello di ridimensionare le proprie vacanze: invece di andare in crocera, rimaniamo a casa e facciamo gite in campagna, cogliamo cicoria e misticanza e more nei cespugli e la sera mangiamo insieme a lume di candela. Anche qui un esempio esagerato, per rendervi l'idea. C'è chi trasforma il suo giardino in orto e ci mette anche due galline, chi fa piccoli mobili e oggetti da sé, l'auto-produzione di detersivi con sostanze non inquinanti, e chi lavora a maglia e veste tutta la famiglia in inverno. Seppur io non giudico nessuno e dico spesso che la frualità è relativa alle possibilità di una persona, non una prerogativa solo di chi ha il pezzetto di terra in campagna ovviamente, se non impariamo ad amare uno stile di vita tendenzialmente semplice, ci sarà sempre il rischio di ricadere in soluzioni veloci e costose.

Allora, il compito di oggi è di riflettere su questi tre principi e di fare un'autoanalisi di come pensate. Vivete secondo questi principi? Sono alla base delle vostre azioni di risparmio? O non fanno parte del vostro modo di pensare?

Vedi anche:
Mini-corso Prima parte
Mini-corso Terza parte

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12 commenti:

  1. Devo dire, amica mia, che seguo già abbastanza questi tre principi che condivido pienamente! Si, mi è proprio piaciuto quanto hai scritto stella :D Un abbraccio!

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  2. Cara Pamela, seguo da un bel pò il tuo blog e devo dire con molto interesse e mi capita sempre più spesso di trovarmi in affinità con le tue riflessioni. Il mio telefilm preferito era La casa nella prateria, forse perchè in casa mia si viveva con quella filosofia, apprezzando i sacrifici dei nostri genitori e la cura che ci mostravano nelle piccole cose. Io non mi sentivo povera, e ringraziavo Dio di avere una famiglia così unita e felice, pensavo fosse raro, ai giorni nostri, trovare persone che seguissero lo stesso stile, invece c'è una specie di risveglio o forse di outing, da parte di chi come me lo faceva ma lo teneva per sè per non essere giudicata male...beh basta vedere in quanti seguono il tuo blog...con tanta stima Rita

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    1. Grazie mille Rita! Sei stata fortunata ad avere una famiglia così, questi sono i veri valori!! A presto!

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  3. Eccomi qui di nuovo, cio' che scrivi mi piace moltissimo, e ' in atto un grande cambiamento sociale ed economico e molti dovranno riflettere sempre di piu' su questi temi.....a volte mi faccio dei piccoli ed inutili regali, per il resto vivo per poter sentire il sole sulla pelle, calpestare l'erba umida con i piedi nudi, riempirmi gli occhi del blu di un cielo di montagna....

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  4. Devo dire che essendo vissuta con i nonni sono molto legata alla semplicità e ho imparato ad accontentarmi di quello che ho.Da ragazzina mi faceva preparare le conserve di pomodoro,si andava a raccogliere le more per fare le marmellate,si raccoglieva l'uva durante la vendemmia,zappavo il mio piccolo orticino che nonna aveva riservato a me.Con gli amici si giocava a campana,si facevano capanne,pic nic.Tutto molto lontano dalla realtà di oggi fatta da videogame,motorini,sigarette.Oggi giorno sembra che se non si acquistano beni materiali non si è felici,ma è una felicità momentanea,subito dopo si è alla ricerca di qualcos'altro.Comunque è bene concedersi qualche sfizio materiale ogni tanto, lo si apprezza molto di più e si sprecano molti meno soldi.

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    1. Che bella infanzia hai avuto!! Vivere così è tutta un'altra cosa! Abbiamo perso tanto con il modernismo!!

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  5. Mi piace molto di quello che scrivi sulla ricchezza che già possediamo. Il mio riferimento non è La casa nella prateria, ma Piccole Donne. Quel libro mi ha letteralmente formata nel mio approccio con il denaro e lo stile di vita! Lisa

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    1. Grazie Lisa, davvero Piccole Donne? Lo leggerò tenendo questo in mente!! Ciao!

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  6. Il punto fondamentale è proprio il secondo: essere contenti di ciò che si ha, accontentarsi, ma non in senso negativo, ed essere positivi. Focalizzarsi sulla mancanza di un determinato oggetto piuttosto che sull'impossibilità di fare una vacanza non porta a niente. Capire invece che siamo ricchi di altre cose, molto più importanti, questo sì che fa la differenza.
    Grazie, perchè fai riflettere su cose importanti!

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    1. Grazie a te! Sapersi accontentare è un punto chiave!

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