mercoledì 22 gennaio 2014

La frugalità di Benjamin Franklin – Parte 1

Benjamin Franklin, noto per aver lavorato alla stesura della Dichiarazione di Indipendenza americana e di esserne uno dei firmatari, fu uno dei Padri fondatori degli Stati Uniti. Oltre ad essere un uomo politico e diplomatico, era anche inventore, scrittore e studioso di svariate discipline. La cosa interessante di quest’uomo però è che nel 1732 cominciò a pubblicare una rivista annuale chiamata: L’almanacco del povero Riccardo. Questo almanacco conteneva, oltre a informazioni riguardanti il tempo meteorologico, il calendario, poesie, citazioni e previsioni astronomiche, anche delle massime di frugalità da lui stesso elaborate, che riflettevano il suo pensiero e stile di vita.



Benjamin Franklin era nato da una famiglia povera puritana e il padre era un fabbricatore di candele. Seppur distaccandosene col passare del tempo e elaborando una sua idea di religione, l'essenza del puritanesimo nell'etica sociale e del lavoro rimasero impresse nel suo modo di pensare. I puritani infatti, oltre ad avere una profonda e pia devozione nell'ambito religioso, erano dei grandi lavoratori. È interessante leggere come un uomo così versatile, pieno di capacità e affabilità con tutti, si fosse adoperato, utilizzando appunto un almanacco, per diffondere le sue massime sul valore della frugalità e della diligenza.

Nel 1758, anno in cui smise di pubblicare l’almanacco, Franklin pubblicò lo scritto the Way to whealth (la via alla ricchezza), che racchiudeva i consigli e le massime di frugalità pubblicate negli anni addietro. Eccone degli scorci:

(Lo scritto inizia con un'introduzione, in cui a Padre Abramo, un uomo molto saggio, viene chiesto di pronunciarsi sulla situazione difficile di quel tempo, in cui il governo inglese opprimeva le colonie americane con pesanti tasse. Padre Abramo sfoggia tutto il suo sapere, citando continuamente il "povero Riccardo" un uomo altrettanto saggio e rispettabile, da cui egli aveva appreso la sua filosofia).

 “Le tasse sono in realtà molto gravose, e se quelle emesse dal governo fossero le uniche che dovremmo pagare, potremmo pagarle con più facilità; ma ne abbiamo molte altre, e molto più gravose per alcuni di noi. Siamo tassati il doppio per la nostra pigrizia, il triplo per il nostro orgoglio e il quadruplo per la nostra follia; e da queste tasse i governanti non possono liberarci con una riduzione delle imposte. Prestiamo quindi ascolto ad un buon consiglio, e si potrà fare qualcosa a nostro favore; perché come dice il povero Riccardo, Chi si aiuta, Dio l’aiuta”.

Consigli sulla laboriosità:

“Si potrebbe pensare che sia un duro governo quello che tassa il suo popolo con il decimo del suo tempo per essere impiegato al suo servizio; ma l’ozio ci tassa molto di più; la pigrizia, portando malattie, accorcia drasticamente la vita. La pigrizia, come la ruggine, consuma più velocemente che il lavoro non usuri; mentre la chiave usata è sempre brillante, come dice il povero Riccardo. Ma se tu ami la vita non perdere tempo, perché proprio di questo è fatta la vita, come dice il povero Riccardo. Quanto più del necessario trascorriamo a dormire, dimenticando che la volpe addormentata non acchiappa polli, e che ci sarà abbastanza da dormire nella tomba, come dice il povero Riccardo.

Se più di tutte le cose il tempo è quella più preziosa, perderlo deve essere, come dice il povero Riccardo, lo spreco più grande; poiché, come lui ci dice anche altrove, il tempo perduto non si ritrova più; e ciò che noi chiamiamo abbastanza tempo, si rivela sempre non essere abbastanza. Alziamoci quindi e mettiamoci all'opera, agendo con un fine; in questo modo con diligenza faremo di più con meno perplessità. La pigrizia rende tutte le cose difficili, ma la laboriosità le rende tutte facili; e chi si alza tardi deve correre tutto il giorno e l'indigenza assalirà i suoi affari la notte; mentre l’indolenza viaggia così lentamente che la povertà presto la raggiungerà. Conduci i tuoi affari e non lasciare che essi conducano te; e coricarsi presto la sera e alzarsi presto la mattina rende un uomo sano, prospero e saggio, come dice il povero Riccardo".



...


L’almanacco venne pubblicato per più di 25 anni, vendendo migliaia e migliaia di copie. La pubblicazione infatti era spesso l’unica cosa che la gente leggeva dopo la Bibbia.

Erano tempi in cui le comodità odierne non esistevano e il pane quotidiano rimaneva ancora arduo da guadagnare. Si era alle soglie della scoperta dell’elettricità e delle grandi scoperte del 1800 che portarono alla modernità dei giorni nostri.

Quanto sono preziose quindi queste massime di allora, che dovrebbero farci riflettere sul valore delle nostre azioni e sulle loro conseguenze. La vita frugale non è solo dei poveri, ma è un principio di vita che anche grandi uomini possono sentire come loro.

Vedi anche:



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10 commenti:

  1. Bellissimo post. Non conoscevo "L'Almanacco del povero Riccardo" e neppure conosco bene la storia di Franklin. Mi hai dato molti spunti di riflessione e di ricerca personale. Grazie.

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  2. Ciao Pamela, i tuoi post sono sempre molto interessanti! Non conoscevo quest'aspetto di B. Franklin, osservazioni sempre utili e attuali!!
    Buona serata
    Carmen

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  3. Guarda che meraviglie mi fai scoprire! Grazie di cuore
    Fra

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  4. Ciao Pamela!
    Non conoscevo affatto queste notizie storiche, è ammirevole come tu riesca a studiare e a renderci partecipi di queste cose.

    Grazie davvero, queste parole fanno riflettere sul senso della vita.

    Maira
    inunastanzaquasirosa.blogspot.it

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  5. "se tu ami la vita non perdere tempo, perché proprio di questo è fatta la vita" Questa frase è proprio bella.
    Avevo letto tempo fa di considerare il tempo anziché il denaro prima di comprare un bene. Ad esempio scarpe da 50€ rappresentano una giornata di lavoro e quindi un giorno della mia vita. Le valgono veramente?
    Se pensassimo di più sotto quest'ottica, la frugalità sarebbe sicuramente più diffusa.

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    Risposte
    1. Grazie mille, ottime considerazioni!!

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