venerdì 1 dicembre 2017

I prezzi dell'olio d'oliva


Ecco il terzo articolo sull'olio d'oliva di Leonardo. Oggi parliamo di prezzi e di come fare per avere un olio di qualità ad un costo modico. Essere frugali non significa accontentarsi di beni di scarsa qualità solo perché sono economici, ma cercare la migliore qualità possibile al miglior prezzo. Ecco il post.


Oltre all'attività di raccolta precedentemente descritta, va considerato anche l’intero mantenimento annuale dell’oliveto. Le attività principali sono la potatura delle piante, che spesso si effettuano almeno due volte l’anno, la concimazione della terra e la disinfestazione dalla mosca e dai parassiti, che, effettuata coi metodi più naturali, a volte, prevede l’utilizzo di trappole appositamente preparate a base di aceto e/o lievito in acqua zuccherata, mentre in coltivazioni estensive si effettua con pompaggi di antiparassitari e verderame direttamente sulla chioma.

Il lavoro che c’è dietro a 100 chili di oliva è quindi circa di 6 ore-uomo per la raccolta, altre 6 ore per
la potatura e circa 3 ore-uomo per le altre attività di mantenimento. Quindi un totale di circa 2 giorni di lavoro completi (da 8 ore di lavoro) quindi diciamo circa 180 euro, standoci molto stretti. La molitura e lo stoccaggio costano circa 15-20 euro ogni 100 chili. Quindi il costo totale di 100 chili di oliva si aggira intorno ai 200 euro. Considerando che l’olio è in percentuale variabile circa il 15% del peso del frutto ecco che 15 chili d’olio (badate bene, un chilo d’olio equivale a circa 1,087 litri) costano 200 euro.

L’industrializzazione può portare questo prezzo ad abbassarsi di circa il 10%-20% ma comunque per un chilo di olio extravergine di oliva italiana raccolta e spremuta in Italia occorrono circa dagli 8 ai 10 euro !!!

E’ evidente che ogni altro prezzo inferiore a questo può voler dire essenzialmente due cose:

-          Le olive provengono da paesi extraeuropei dove il costo della manodopera è molto più basso che in Italia.
-          L’olio è di qualità più scadente e viene deprezzato come sottoprodotto dell’extravergine di oliva.

In ogni caso per avere il polso della situazione annuale dei prezzi degli oli italiani basta visitare il sito:

Si può osservare distintamente che c’è grande variabilità per i prezzi dell’olio di oliva, oltre che per tipologia di prodotto (lampante, vergine o extravergine), soprattutto per origine geografica.
Il marchio DOP pesa molto sulla scelta, ma come si può vedere si possono trovare ottimi oli DOP extravergine siciliani o calabresi a prezzi contenuti. In questo caso molto dipende dalle tecniche e dai metodi di raccolta, dalle grandi quantità e dalla vicinanza degli oliveti dai mulini che abbattono i prezzi di trasporto e molitura.
Inoltre non avere il marchio DOP non significa necessariamente cattiva qualità dell’extravergine.



La cosa migliore da fare:


A mio avviso il miglior modo di approcciarsi a questo indispensabile elemento della nostra cucina è quello di approvvigionarsene nei mesi della spremitura delle olive.

Infatti se l’utilizzo dell’olio extravergine di oliva è un’assicurazione sulla nostra salute e su quella dei nostri figli, l’utilizzo dell’olio extravergine di oliva appena spremuto diviene una vera e propria garanzia di benessere.

Pertanto si potrebbe agire in questo modo:

-          fare una stima dei consumi annui di olio, nel mio caso circa 40-45 chili di olio per 4 persone per anno, e approvvigionarsi direttamente dai produttori più fidati e dai molini più accreditati, stoccandolo in latte o contenitori ben disinfettati da 3 o 5 litri. Infatti l’olio a contatto con l’aria perde le sue proprietà e tende ad ossidarsi. Pertanto si apre ogni latta al bisogno e si travasa in bottiglie per l’utilizzo.
-          La logica dal produttore al consumatore consente di risparmiare moltissimo vetro e trasporti, di inquinare meno e favorire una giusta retribuzione ai lavoratori che sono impiegati negli oliveti.
-          Il consumo di olio appena spremuto è rigorosamente a crudo e un cucchiaino a digiuno appena svegliati. Le cotture con l’olio extravergine devono essere delicate evitando soffritti e fritture, ma preferendo conservazioni sott’olio a freddo e condimenti a crudo.
-          Per la frittura invece è più saggio utilizzare olio di oliva, che è comunque migliore dell’olio di semi, per le sue proprietà e perché ha un punto di fumo più alto, più adatto cioè a sostenere le alte temperature senza alterazioni chimico-fisiche. Suggerimenti a questo link: http://www.my-personaltrainer.it/oli-friggere.htm

Ti ringrazio tanto Leonardo per queste preziose informazioni!!

Gli altri due post sull'olio d'oliva:


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