mercoledì 31 agosto 2011

La frugalità dei pionieri americani

Nel corso del 1800 alcuni americani, insediati nell’est del continente, cominciarono ad espandersi a ovest, conquistando nuove terre dagli indiani e insediandosi nelle campagne e praterie vergini e incolte. Questa conquista non avvenne principalmente con fucili e pistole (a parte naturalmente alcune battaglie contro gli indiani), ma con la vanga e l’aratro. I pionieri partivano con il famoso carro coperto portandosi dietro moglie, figli e vettovaglie, percorrevano centinaia di chilometri, si insediavano in un pezzo di terra vicino ad un fiume e costruivano con le loro mani la loro casa, con il legno degli alberi vicini, arando e coltivando poi il terreno per il cibo. Mi piace leggere storie dei pionieri per la loro totale indipendenza e ingegno, così pieni di risorse in un ambiente a loro, spesso e volentieri, ostile. E che cos'è questa indipendenza se non la base di una radicata frugalità?


Cominciavano il viaggio generalmente verso la fine dell’inverno e non si fermavano che a primavera inoltrata, in estate o all'inizio dell’autunno, quando dovevano aver trovato dove vivere ed aver costruito la loro casetta di legno di tronchi prima che cadesse la prima neve. Fino alla primavera seguente si cibavano di selvaggina e di farina comprata da dove erano partiti e in primavera cominciavano ad arare il terreno e a piantare i semi, portati dall’est, di granoturco, avena, grano e vegetali. Si cibavano anche di frutta selvatica che raccoglievano nei dintorni e, se se li erano portati da casa, avevano anche una mucca per il latte e qualche gallina per le uova e se no li compravano vendendo i cavalli che li avevano portati fin lì nell’ultima città che avevano attraversato nel loro percorso. Conservavano tutto e non buttavano niente, vivevano di quello che producevano, loro e i loro animali, si macinavano la farina e facevano il pane, dal latte facevano il  burro e il formaggio e in autunno preservavano il raccolto di verdure e frutta in barattoli per l’inverno. E in inverno le donne avevano tempo per lavorare a maglia e all’uncinetto e cucire tutto ciò che era necessario per il vestiario e creando, con gli scarti dei vestiti, dei bellissimi quilt.

Erano tempi di duro lavoro ma carichi di forza di volontà e di risorse. E questo è il fondamento della vera frugalità. Lavorare sodo sì, ma vivere una vita vera, con rapporti famigliari veri non conditi con il rumore della televisione a tutto spiano, impenetrati dal consumismo, interferiti da tecnologie moderne di telefonini e video games, e travagliati da profondi debiti che non fanno altro che rafforzare di più il bisogno di nuovo consumismo. Era una vita intensa ma invasa da principi che nobilitavano l’uomo e il suo lavoro, dove ognuno provvedeva all’altro e i legami, famigliari e non, erano più forti che mai. Abbiamo molto da imparare dai pionieri…


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2 commenti:

  1. che belli che sono i tuoi post su pionieri e sui libri di Laura Ingalls :) Mi sono piaciuti così tanto che ho iniziato con soddisfazione a leggere il primo libro della serie (peccato che si trovi solo in inglese, ma prendiamo questa lettura anche come un buon esercizio di inglese! :) )

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    1. Mi fa molto piacere che tu abbia incominciato!! È un buon esercizio e davvero vale la pena! Un abbraccio!

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