venerdì 27 luglio 2012

La macchina costa: la mia esperienza (Prima Parte)

La mia Matiz di un tempo...
Con questo post vorrei raccontarvi la mia esperienza con la macchina, costi, rinunce, debiti e vita senza macchina. Come sappiamo la macchina è una delle spese più ingenti delle nostre finanze e considerare di risparmiare sulla macchina o addirittura decidere di farne a meno è qualcosa di sicuramente molto importante da prendere in considerazione, specialmente in questa economia. Non sono molto esperta in fatto di macchine, ma questa è la mia esperienza e le mie conclusioni:


Già a vent’anni, quando presi la patente, affrontai questa spesa in modo molto frugale. Non frequentai la scuola guida ma mi iscrissi alla motorizzazione, studiando da sola la teoria e facendomi dare lezioni di guida da mia madre, con una bella P messa dietro la macchina, e facendo solo gli esami lì. Costo di tutto questo: 100 mila lire. Era il 1990.

Dopodiché ricevetti in regalo dai miei nonni una macchina Mini Minor sgangheratissima, io non pagavo niente ma poco dopo la dovetti ridare indietro perché non connetteva più…

Poi il mio trasferimento in Austria. Andai a vivere in una meravigliosa città di 250.000 abitanti, niente in confronto a Roma, con efficientissimi mezzi pubblici. Quindi per lungo tempo non sentii il bisogno di avere una macchina, anche perché poi come studentessa proprio non me la sarei potuta permettere.

Nel 1999, con mia figlia piccolina, e avendo sperimentato abbastanza la fatica di andare in centro con carrozzina e passeggino, decisi di fare una cosa per me molto ardua, ma normale per gli altri cittadini austriaci: andare in bicicletta con la bimba. Ora, bisogna spiegare un paio di cose: Graz, come tutte le città austriache, compresa Vienna, hanno piste ciclabili che attraversano la città e consentono un ingente traffico di ciclisti insieme a quello automobilistico. E poi, almeno fintanto che non ebbi mia figlia, il più delle volte era così che mi spostavo: in bicicletta (la prima ricevuta in regalo da una cara famiglia conosciuta all’inizio e la seconda, che ancora ho, da una mia amica messicana che me la regalò quando se ne tornò al suo paese nel ‘98).

Ma con una bambina di tre anni come fare? Una mia amica mi fece coraggio e mi regalò il seggiolino che aveva usato lei per suo figlio, ma che ora era troppo piccolo per lui, e ho dovuto solo farmelo fissare bene sulla bicicletta da un tecnico, e ho comprato il casco. Inoltre la bici aveva il vantaggio di essere una mountain bike con ruote più spesse di quelle delle biciclette da passeggio (caso fortuito del lascito della mia amica messicana di cui sopra), e quindi questo riduceva il rischio di scivolare con bambina e tutto sulle rotaie dei tram che attraversavano spesso le strade della città, nei tratti dove non c'erano le piste ciclabili (e grazie a Dio non è mai successo).

Tutto questo quindi succedeva in nome di una frugalità estrema e non immaginate il senso di avventura che sentivo quando in bicicletta sfrecciavo velocissima tra le strade e le piste ciclabili della città con la bimba dietro…

Gli anni passarono e mia figlia ormai non ci stava più nel seggiolino. In più in quel periodo decisi di trasferirmi in campagna a una decina di chilometri dalla città, e quindi la bicicletta restò quasi inusata. Rimasi imperterrita nella mia decisione di fare a meno della macchina, ma le difficoltà erano ingenti. Mia figlia andava alla scuola elementare di un altro paese e il bus della scuola funzionava solo all’andata. Questo siginifica che per andarla a prendere dovevo fare o 2 o 4 chilometri a piedi ogni giorno, secondo se riuscivo a prendere un autobus che mi accompaganva fino a metà strada. Col tempo sono riuscita a  mettermi d’accordo con alcune mamme per farci accompagnare, ma vi dico, ne ho fatte di camminate!! La gente era stupita della mia vita così frugale ma per me era (quasi) normale. Non ho la macchina? Vado a piedi. Punto.

Un’altra difficoltà era la spesa. Per risparmiare la facevo una volta alla settimana, però in paese non c’erano alimentari quindi dovevo andare al supermercato del centro commerciale, percorrendo circa 1 o 1,5 chilometri a piedi (e questo solo l‘andata). Per ovviare al problema di come riportare la spesa a casa cominciai a usare un carrellino, di quelli che usano le donne anziane quando vanno a fare la spesa. Eppure vi dico è stato utilissimo. L’ho usato per anni, anche se ammetto che era dura al ritorno e dovevamo fare anche una salitona, che la nostra casa era in cima alla collina…:-) Vabbè, così è la vita…

Poi nel 2007 trovai lavoro in una ditta, nel reparto esportazioni per l’Italia, a 7 km da casa. Ero fissa, guadagnavo circa 1.400 Euro al mese, 14 mensilità, bonus natalizio e varie agevolazioni. Ma lavoravo 9 ore al giorno, avevo ormai 38 anni ed ero stravolta dalla stanchezza. Ricca ma stravolta. Prendevo l’autobus ma ne passava uno ogni ora, quindi se lo perdevo la sera rischiavo di arrivare ancora più tardi a casa. E il sabato fare la spesa era diventato un peso, e un giorno di pioggia torrenziale, che ci colpì mentre cercavamo di riportare la spesa a casa, presi una decisione (sbagliatissima): adesso mi compro una macchina!

Naturalmente non avevo i soldi in contanti per comprarmela subito in toto e naturalmente non volevo comprarla usata per paura che si rompesse subito e mi costasse poi in riparazioni. Ero ricca (forse per voi no, ma per me sì) e volevo prenderla nuova in leasing. Ma il buon senso frugale non mi aveva lasciato del tutto, quindi decisi di comprare la macchina meno cara che ci fosse in assoluto. Feci una lista di tutte le marche di macchine che ci sono (io non me ne intendo proprio, la presi da internet), guardai su ogni sito austriaco di ogni marca e mi annotai la macchina più economica di quella marca. Dopo aver finito sapevo quale comprare: la Panda Fiat era la più economica, ma mi avevano sconsigliato di comprarla, quindi la seconda era una Matiz Chevrolet. Guardai dove si trovava un negozio Chevrolet a Graz e andai a comprarla.

Naturalmente il modello che volevo io non ce l’avevano, ma avevano il modello che veniva subito dopo per prezzo e che aveva qualche accessorio in più (come ricaldamento, lettore cd e airbag). Quindi presi quello. Il giorno in cui andai a prendere la macchina il venditore mi fece trovare una bellissima pianta di fiori come omaggio, come per dire: “Ha fatto la scelta giusta!” Ero contentissima, ma ahimè scelta giusta non era.

Per un anno quindi ho vissuto lussuosamente: andavo e venivo dal lavoro con la macchina, andavo a prendere mia figlia dal dopo-scuola o da altre sue attività con la macchina e soprattutto andavo a fare la spesa con la macchina. Venivo anche criticata al lavoro perché mi si accusava di fare una vita poco verde, ma chi non aveva gli oneri che avevo io non poteva capire. Ero stanca e pensavo di meritare un po’ di comodità. Questo fino a che, a causa della crisi economica, sei mesi dopo, non mi comunicarono che mi avrebbero passata da full time a part time. E grazie a Dio che non mi hanno licenziata, come hanno fatto invece con molti altri impiegati.

Pagavo 150 Euro di leasing al mese più 100 di assicurazione. Di benzina pagavo 40-50 Euro al mese. Lavorando part-time non ce la facevo a coprire i costi e l’unica soluzione sarebbe stata quella di eliminarla. Il ché è comunque successo quando abbiamo deciso di tornare a vivere in Italia, appunto qualche mese dopo.

Arrivati qui, ci siamo stanziati in un una gradevole casetta con giardino nella periferia di una piccola cittadina. Natualmente i mezzi sono scarsissimi, niente negozi qui intorno, quindi avere la macchina sarebbe stato necessario. Effettivamente lo desideravo, anche se conscia dell’esperienza passata, ma quando si sbaglia a volte si continua a sbagliare e quando mi è arrivata l’occasione di ricevere una macchian gratis da un parente che non la usava più, non ho indugiato e l’ho presa.

Si tratta di una Fiat 500 di quelle quadrate, del 1994. Vecchia, ammortizzatori quasi inesistenti, ma graziosissima comunque. Mi sono sentita veramente frugale andandoci in giro, un abisso ripetto alla sofisticatissima Matiz dell’Austria ovviamente, ma per quanto antiquata, fruale in effetti proprio non è. Non avendo quasi mai guidato una macchina in tutti questi anni, l’assicurazione mi costa qui un patrimonio, e la benzina, come è noto, è cominciata a salire sempre di più negli ultimi due anni. Per raggiungere la cittadina devo percorrere 12-15 km che sono un totale di quasi 30 km andata e ritorno, senza contare il percorso in città.

Qundi, come spesso succede quando si vive una vita frugale, si considera e si riconsidera, si pensa e si ripensa, e da febbraio la macchina è ferma. Costa troppo.

Morale di tutto questo: NON METTERTI L’ONERE SULLE SPALLE DI UNA MACCHINA SE NON TE LO PUO PERMETTERE anche se è dura e pensi che non puoi vivere senza. Si può vivere senza, bisogna pensare solamente in un altro modo. Ovvio che se chi guadagna il pane in famiglia deve per forza spostarsi in macchina per andare al lavoro, ok, allora si risparmia in altri campi, ma comunque considerare di risparmiare sulla macchina è fondamentale se si è in ristrettezze finanziarie. Se i mezzi ci sono usiamoli e troviamo altre soluzioni per fare la spesa o per recarci dove dobbiamo andare. A tutto c’è un rimedio.

(A presto con la seconda parte del post: La macchina costa: soluzioni)

Qual è la vostra esperienza con la macchina? Avete deciso di rinunciarvi per risparmiare o non potete immaginere di vivere senza?

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7 commenti:

  1. Concordo in pieno. Io sto cercando disperatamente di vendere la mia: 225 euro di rata al mese + benzina + bollo etc... da quando pedalo sto meglio e, paradosso, ci metto meno tempo a fare tutto: è SOLO questione di forma mentale. Se ce l'hai, la usi, se non ce l'hai, impari a farne a meno. E, come per l'auto, vale per molte altre cose.

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  2. ciao. da ragazza avevo una dyane 6..e questo te la dice tutta;)..poi , da 10 anni, ho una micra, per tutti e di tutti, nel senso che la guida chi ne ha bisogno (cugini, amici e vicini inclusi)
    purtroppo, per la mia sede di lavoro part-time, non posso proprio farne a meno, ma se sapessi di essere trasfetita nei paraggi..nn ci penserei un secondo e la porterei via per la vendita:)..se gli antichi non ne avevano bisogno..anche noi potremmo facilemnte adattarci alla nuova vita senza automobile.)

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    1. Certamente! Mia figlia vorrebbe tanto avere un cavallo e andare in giro in carrozza!! :-)
      Magari si potesse!!!

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  3. sono d'accordo con te. ho dovuto fare anche io una scelta decisiva. Ho comprato un furgone con 9 posti a sedere del 1990 che mi è passato di epoca così non pago bollo e solo 250€ di assicurazione l'anno. Mio marito lavora a 3 km da casa e va in bicicletta e io che lavoro a 15 km vado con il mezzo ma anche se lavoriamo in 2 non possiamo neanche pensare a una seconda macchina se non d'epoca

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    1. Che bello! È superfluo avere una seconda macchina, a meno che non sia assolutamente necessaria!

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  4. condivido in pieno ormai molte cose sono diventate un lusso che si possono permettere in pochi

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