giovedì 20 febbraio 2014

L'autosufficienza dei monaci benedettini

Una delle cose che mi affascinano del Medioevo è l’organizzazione dei monasteri, in particolare dell’ordine benedettino. San Benedetto, che creò l’ordine monastico vero e proprio, introdusse una sua regola per aiutare i monaci a vivere al meglio la loro vita spirituale. La sua idea si incentrava sull'alternarsi di preghiera e lavoro, il famoso ora et labora, che contribuì a creare dei centri spirituali del tutto autosufficienti. Una vita frugale per eccellenza, dove i monaci pregavano, lavoravano la terra e provvedevano principalmente a tutti i loro bisogni. Avviciniamoci un po’ per scoprire qual’era il loro segreto...

Intanto bisogna dire che non solo coprivano il loro fabbisogno ma, anche se non arricchendo, i monasteri riuscivano ad raggiungere una certa agiatezza: possedevano le terre circostanti che coltivavano e le eccedenze venivano vendute localmente, seppur a prezzi minori di quelli di mercato. Col tempo, intorno ai monasteri si insediarono case di contadini creando dei piccoli villaggi. Qui vi fiorì poi il commercio e l’artigianato.

Oltre a ciò il lavoro dei monaci portò ad una bonifica di alcuni suoli e coltivazioni di campi che nell'Occidente erano per la gran parte incolti. Inoltre, poiché necessitavano di cera per l’illuminazione, svilupparono l’apicoltura, un’attività a cui, nel Medioevo, si dedicavano soprattutto gli ordini monastici. L’allevamento del bestiame invece contribuiva a fornire lana per gli indumenti, come anche la pergamena utilizzata ampiamente dagli amanuensi.

La loro vera forza era costituita dal rigore religioso dettato dalla regola di San Benedetto, il quale organizzava ogni ora giornaliera dei monaci, nei mesi e nelle stagioni. Il monaco benedettino, a differenza di altri ordini precedenti, doveva appunto alternare la preghiera al lavoro, un monachesimo non (solamente) ascetico ma piuttosto pratico. Questo allo scopo, secondo il santo, di non cadere nell'accidia, ma di ravvivare la fede e la devozione con pause lavorative. Il lavoro quindi era anch'esso scadenzato dal tempo e limitato. 

"L’ozio è nemico dell’anima; e quindi i fratelli devono in alcune determinate ore occuparsi nel lavoro manuale, e in altre ore, anch'esse ben fissate, nello studio delle cose divine". S. Regola, c. 48 


La regola benedettina quindi prevedeva la seguente distribuzione giornaliera delle attività:

All'alba: Preghiera di lode
Ore 5:00 – 9:00 lavoro (nei campi o altre attività)
Ore 9:00-12:00 studio della Parola di Dio
Ore 12:00-14:00 preghiera, pranzo, riposo e preghiera
Ore 14:00- fino al tramonto: lavoro
Al tramonto: Vespri
Sera: cena e lettura di opere religiose. Preghiera e dormire.


Il monastero disponeva, oltre a campi coltivati, anche di un orto per gli ortaggi e per le erbe medicinali, e delle arnie per l’apicoltura.



Fossanova


Grazie al lavoro degli amanuensi, istituiti da Carlo Magno per diffondere la cultura e l’educazione nell'impero, i centri monastici benedettini diventarono il fulcro dello studio di varie discipline, e non meno di quella medica. Gli antichi testi di medicina infatti venivano copiati contribuendo alla nascita della medicina medievale. Da qui, i monaci benedettini cominciarono ad offrire assistenza medica ai pellegrini e a chi ne aveva bisogno: agli inizi dell’800 d.C. il monastero di San Gallo in Svizzera, per esempio, era fornito di un giardino di erbe officinali, alcune camere per i malati, una farmacia e un alloggio per i medici. Fu il primo ospedale dell’Occidente. Nel monastero le varie piante medicinali venivano accuratamente coltivate e conservate. Con esse si preparavano tinture, tisane, unguenti, bevande digestive, e liquori per uso terapeutico.

Fossanova


Fossanova


La loro organizzazione mi ispira molto, mi piace in un certo senso il loro rigore e il fatto di aver saputo gestire la loro sopravvivenza. Come diceva San Benedetto: per essere "veri monaci" bisogna vivere del lavoro delle proprie mani. Impariamo anche da loro a vivere una vita più frugale, praticando l’autosufficienza e semplificando la nostra vita.

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4 commenti:

  1. Bellissimo post, molto interessante, grazie!!
    Ho visitato diversi monasteri e abbazie benedettine, vi si respira un'aria di bellezza e semplicità che allarga il cuore!

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  2. Ho sempre trovato tantissima ispirazione dall'esempio di vita dei monaci, soprattutto dei Benedettini che facevano del lavoro e dell'umilta' un dono di se'. Dato che la mia passione e' la cucina, non potevo farmi mancare un libro bellissimo che riporta alcune delle ricette create nelle cucine dei monasteri nel corso dei secoli e proprio a questo libro ho dedicato un post nei giorni scorsi, con una ricetta fantastica. Bellissimo il tuo post, non mi stanco mai di leggere storie cosi' ricche di spunti di riflessione. Grazie!

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  3. Ho l'impressione che questa regola sia stata un po' dimenticata in Vaticano ed altrove. Forse che con il nuovo Papa si tornerà indietro. Non ne sono molto convinto perché anche lì predomina la finanza capitalistica. Ciao e buona serata.

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  4. È vero, sono dei posti davvero speciali!

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