giovedì 11 dicembre 2014

3 # I pionieri americani: La grande migrazione

Ed ecco il terzo appuntamento con i pionieri americani e la loro (concisa) storia. Nei post precedenti abbiamo parlato di come si arrivò all'espansione territoriale verso ovest, e oggi diamo uno sguardo alle motivazioni personali che causarono il grande movimento verso le nuove terre da parte di migliaia di pionieri.





Dopo la guerra civile, (dal 1865) molta gente che veniva dalla costa orientale e dall’Europa era attratta dal West americano avendo sentito da parenti e conoscenti, e da campagne propagandistiche, delle bellezze delle ampie terre americane elargite gratuitamente, e del fatto che chiunque poteva appropriarsene.

Inoltre la popolazione negli stati dell’Est americano stava crescendo. Le famiglie erano molto numerose e solo un figlio poteva ereditare la casa paterna. Il resto si stabiliva nelle città che continuavano a crescere velocemente o si avventurava verso ovest. Oppure in annate difficili, quando il raccolto non riusciva o i prezzi delle fattorie calavano, molti cercavano un nuovo inizio nelle terre lontane.

In realtà però coltivare nelle pianure dell’Ovest era molto più difficile che nell’Est americano. Era più difficile trovare l’acqua, erano correnti gli incendi a causa dei fulmini, gli inverni erano più severi e il maltempo più imprevedibile.

I meno temerari rimanevano a casa. Chi invece si avventurava, erano pioneri che vedevano oltre le paure dell’ignoto. La loro maggiore motivazione che li spingeva verso ovest era di trovare una vita economicamente migliore di quella che avevano. I contadini pionieri desideravano acquisire una terra più grande, più economica e più fertile; i mercanti e i commercianti cercavano nuovi clienti e nuove opportunità di lavoro. Gli operai cercavano contratti con paghe più alte e migliori condizioni.

Comunque sia in tutte le tipologie di pionieri ritroviamo tratti comuni come l’indipendenza, l’ingegnosità, l’individualismo e la fede nel futuro. Gli uomini in particolare erano liberi e uguali nel west e la democrazia fu rafforzata dall’esperienza pionieristica. Le nuove terre stimolavano l’iniziativa, l’energia e la motivazione.


Ricostruzione (vera) "Casa della Prateria" degli Ingalls nel Kansas
Queste caratteristiche le troviamo anche in Charles Ingalls, il padre di Laura. Pur vivendo nel Wisconsin, quindi fuori dalle 13 ex colonie orientali, in un luogo boscoso pieno di risorse, con una piccola fattoria abbastanza prosperosa e con la vicinanza della famiglia con cui condivideva l’abbondanza, lui desiderava fortemente andare nell’ovest, recarsi nell’ingnoto, in una terra vergine, da conquistare con la pala e l’aratro, in una zona meno popolata ma ricca di avventure e di sorprese. In realtà la famiglia Ingalls si spostò più volte verso ovest (percorrendo varie tappe in zone diverse) fino ad arrivare nel Dakota del Sud e rimanere lì definitivamente, dopo un periodo, tra viaggio e permanenze, di circa una decina d’anni (lui avrebbe voluto anche andare oltre, ma la mamma Ingalls, Caroline, molto saggia e desiderosa di insediarsi permanentemente non glielo permise!).

A presto con il quarto post della serie:


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