giovedì 18 dicembre 2014

7 # I pionieri americani: Vita quotidiana

Ed eccoci arrivati all'ultimo appuntamento di questa serie. Oggi parlerò della vita quotidiana dei pionieri, una volta insediatisi finalmente nelle loro terre. L'avventura dei viaggi attraverso le praterie americane continua in una vita piena di sorprese, di tanto lavoro e soddisfazione!




Qualsiasi tipo di ambiente avessero raggiunto i pionieri, dovevano comunque dipendere completamente da se stessi e dalla terra. L’autosufficienza era un requisito essenziale dell’Ovest. 

La selvaggina forniva cibo e vestiario usando le pelli. I nuovi pionieri raccoglievano frutta, noci e frutti di bosco direttamente dalla natutra. Per il sale bollivano l’acqua che trovavano in sorgenti di acqua salata. Lo zucchero d’acero si ricavava dagli aceri dal quale si estraeva la linfa e dopo averla fatta bollire si trasformava in uno sciroppo dolce. Come sostituti del caffè e del tè venivano utilizzati  la radice di sassofrasso bollita e tostando mais e orzo. Con il legno i pionieri facevano letti, tavoli, panche e sedie. E costruivano recinti spuntando dei legni che mettevano a zig-zag con gli spuntoni verso l’esterno per delimitare la zona abitativa e proteggerla.

Le donne pioniere avevano imparato a creare i propri oggetti per la casa. Zucche piccole servivano come secchi e cucchiai. La cenere veniva setacciata e usata per fare il sapone. Con il grasso di pecora e di mucca venivano prodotte le candele. Ogni casa aveva due filatoi, uno gande per la lana e uno più piccolo per il lino. Con la stoffa filata e tessuta proprio in casa, il linsey-woolsey, (mezzalana), un tessuto ruvido e grezzo con fibre di lino e lana, le donne pioniere cucivano i capi di vestiario familiare. I vestiti erano anche fatti con le pelli di animali che i pionieri conciavano.

L’inverno era una stagione difficile nell’ovest. Con il freddo intenso la famiglia si riuniva intorno al fuoco. Se non era disponibile della pelle animale e le persone non avevano scarpe rischiavano di soffrire di congelamento ai piedi. Il cibo era scarno e monotono. Per mesi non vi era frutta e verdura fresca. All’inizio della primavera le donne aspettavano ansiosamente le prime foglie di senape selvatica e di tarassaco (dente di leone), che bollivano e servivano lesse.

Fintanto che i pionieri avevano salute e forza, riuscivano ad affrontare anche dure difficoltà. Ma ogni famiglia subiva frequenti malattie. I malanni più frequenti nell'Ovest erano il raffreddore e la febbre. Giovani e anziani soffrivano di sintomi quali sentori di freddo e tremore e forti sudorazioni. Questo tipo di infermità di solito arrivava alla fine dell’estate e durava fino all’estremo inverno. Poiché ciò avveniva specialmente nelle zone acquitrinose, i pionieri pensavano che la malattia fosse causata dal respirare aria umida. In realtà si trattava di malaria, trasmessa dalle zanzare. Quando le zone paludose furono bonificate, le zanzare diminuirono e con esse il numero di casi di malaria.

Come medicinali i pionieri dovevano provvedere loro stessi. Le donne impararono subito ad usare le erbe per curare. Esse usavano menta poleggio (pennyroyal) per purificare il sangue, marrubio per la tosse e ginseng come tonico. Sciroppi e pomate erano ricavate da radici di ciliegio, rafano e ammamèlide (witch hazel). La radice di senape selvatica, molto popolare e la radice di scotano rosso (sumac root) venivano trasformate in tisane, cataplasmi e polveri. La cura standard per una bronchite era di frizionare il petto con grasso d'oca e applicare poi delle foglie di senape. 


Una famiglia di pionieri americani del 1800

Le famiglie dei pionieri erano spesso numerose. Molte case di legno avevano una culla incavata da un ceppo di pioppo e raramente era vuota. I bambini erano molto utili nelle nuove terre. Le bambine imparavano presto a fare importanti faccende domestiche: coltivare l’orto, cucinare, filare, tessere, rammendare, cucire, fare il sapone e le candele. I ragazzi lavoravano nei boschi e nei campi con il loro padri. Essi imparavano a tagliare gli alberi, a sradicare boscaglie, a tagliare la legna e a fare gli steccati. Uno steccato teneva i maiali e le pecore lontano dal mais ma i cervi potevano saltare i recinti. Era compito dei bambini cacciare via i cervi dai campi e di tenenre lontani gli scoiattoli così che non divorassero il raccolto.

La famiglia Ingalls al completo (da sin. a des.: Caroline, Carrie, Laura, Charles, Grace, Mary)

Poi i bambini pestavano il mais secco per fare la farina di polenta. Quando i mulini cominciarono a diffondersi nei villaggi era tipicamente compito di un ragazzo recarsi al mulino alimentato ad acqua con un sacco di cereali e di tornare con un polveroso sacco di farina.

Nonostante le famiglie dei pionieri fossero estremamente ingegnose e quasi del tutto autosufficienti, i vicini erano considerati fondamentali nel West. Se il fuoco inavvertitamente si spegneva, si poteva chiedere un po’ di carbone acceso dalla casa più vicina. I vicini limitrofi aiutavano i nuovi arrivati a costruire le case e i fienili. Intere comunità si riunivano in caccia ai lupi, alle volpi agli scoiattoli e ai conigli.

Questi eventi comuni condivisi dai vicini pionieri fornivano anche un divertimento nel West. Costruire una casa insieme si trasformava un pic-nic con le donne che adagiavano coperte sull’erba e vi disponevano la cena, i bambini che altalenavano dagli alberi mentre gli uomini finivano di fissare il tetto della casa.





Inoltre i vicini si riunivano per esempio anche per sbucciare le pannocchie, facendo a gara a chi le sbucciava più velocemente.




Le donne si riunivano per cucire i quilts, le famose coperte patchwork, mentre si scambiavano le ultime notizie cucendo insieme.

Un divertimento che non comprendeva faccende domestiche era il ballo del fienile. Mentre un violinista locale suonava delle melodie dell’epoca, uomini, donne e bambini ballavano alla luce delle lanterne.

 .......

Ci sarebbero ancora tantissime storie da raccontare sui pionieri, sulla vita di persone che, come la famiglia di Laura Ingalls, hanno lasciato tutto e sono andate all'avventura per trovare una vita migliore. La loro dedizione alla costruzione delle loro fattorie, dei villaggi e a livello più grande dell’intera nazione è prova che qualità come la diligenza, la determinazione e la speranza possono creare un nuovo futuro per chiunque abbia il coraggio di adottarle nella propria vita e di metterle in pratica.


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4 commenti:

  1. Ciao Pamela, grazie!
    Una vita avventurosa e molto dura quella dei pionieri…certo improponibile oggigiorno, ma da cui trarre ispirazione per affrontare le avversità quotidiane..
    Serena giornata!!
    Carmen

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    1. Grazie Carmen vero, molto dura ma affascinante in un certo senso! Ciao!

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  2. Davvero affascinante e molto interessante!

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